Adriano Piccoli 200La sezione Provinciale  della Federazione Italiana della Caccia di Udine comunica che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 130  del 7 Giugno 2014 la nuova ordinanza che proroga sino al 31.12.2015 la deroga per l’utilizzo dei richiami vivi appartenenti alle specie anseriformi e caradriformi, come previsto dalla Decisione 2013/635/UE del 31 Ottobre 2013.

Per comprendere la motivazione della deroga del Ministero della Salute spiega il neo Presidente Federcaccia  Adriano Domenico Piccoli,  giova far riferimento a quanto contenuto nell’allegato A, del “Protocollo Operativo” dell’Ordinanza:

Gli uccelli selvatici e in particolare gli anatidi, per quanto riguarda il rischio di diffusione dell’influenza aviaria, rivestono un ruolo fondamentale, poichè in grado di mantenere la maggior parte dei virus influenzali aviari nell’ambiente.

La norma comunitaria attualmente in vigore prevede che gli stati membri possano decidere in merito all’utilizzo dei richiami vivi a seguito della valutazione del rischio e dell’attuazione di una serie di misure di controllo sia degli individui sia del loro stato sanitario.

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Si studiano... altre ricerche!

15 MILIONI DI EURO non sono stati sufficienti! Li hanno spesi per studiare l’Orso marsicano negli ultimi dieci anni: Corpo Forestale dello Stato, Ministero dell’Ambiente, Regioni Abruzzo e Lazio, Parco Nazionale d’Abruzzo, Università La Sapienza, Unione Europea, WWF ed anche una filantropa cittadina americana. Risultati ai fini della sua protezione? ZERO! Leggi il Comunicato

 

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Vignetta

Il colombaccio è una delle specie che ha fatto registrare il maggiore incremento negli ultimi anni, sia in termini di popolazione (+360%) negli ultimi dieci anni, che di areale conquistato. Rispetto al 1984, quando occupava il 57% del territorio, nel 2012 il colombaccio ha raggiunto l'88% dello stivale. Dati questi usciti dalla conferenza (ancora in corso a Roma) di presentazione del Rapporto sulla direttiva Habitat, durante la quale Lorenzo Serra dell'Ispra ha anticipato anche anche alcune cifre che saranno oggetto del Rapporto sulla Direttiva Uccelli, di prossima uscita.

In generale aumentano le specie acquatiche e quelle ormai tipiche delle aree urbane e diminuiscono quelle degli ambienti rurali, dei pascoli e degli arbusteti, passeriformi in primis. Tra le dieci specie migliori nel breve periodo in ordine di grandezza abbiamo smergo maggiore, marangone minore, pittima minore, pittima reale, colombaccio, ibis sacro, airone guardabuoi, cicogna bianca, cigno reale, cormorano, usignolo del Giappone.
In diminuzione beccafico, torcicollo, nitticora, re di quaglie, calandrella, cesena, monachella, averla capirossa, forapaglie, pollo sultano poliocefalo.

La situazione è sostanzialmente simile nel lungo periodo, per il quale si conferma l'aumento per uccelli tipici ormai delle aree urbane come gabbiani, cigni e cormorani e la diminuzione per passeriformi come calandrella, averla e forapaglie. Diminuzione anche per la starna, che invece non appare nella tabella sulle specie in sofferenza nel breve periodo. In totale sono 73 le specie di uccelli in aumento, 56 quelle in diminuzione, e dato ben più preoccupante, ben 89 le specie per cui –parola dell'Ispra - non si conoscono affatto i trend